Home » Cosa sono le biotecnologie

Cosa sono le biotecnologie

Il termine “biotecnologia” è un neologismo derivato dalla congiunzione di due sostantivi distinti: biologia, intesa come studio degli esseri viventi e delle leggi che li governano e tecnologia, intesa come studio dei processi e delle apparecchiature necessarie alla produzione di beni e servizi in una particolare area o industria. L’utilizzo di sistemi biologici per l’ottenimento di un prodotto non è certo cosa nuova. Basti pensare all’impiego fin dal 4000 a.c. di micororganismi per la produzione di vino, pane e formaggio (vedi Time line). Ma allora perché si parla tanto di biotecnologie, e quasi sempre al plurale? Nell’accezione moderna del termine, le biotecnologie identificano l’applicazione delle conoscenze biologiche a livello cellulare e biomolecolare per l’ottenimento di beni e servizi, intesi in un più ampio spettro. L’avvento della clonazione molecolare negli anni ’70 ha aperto le frontiere ad una applicazione delle biotecnologie in campi molto vasti e molto diversi tra loro: dalla produzione di bioenergia e biomassa, alla diagnostica, dalle applicazioni in campo farmaceutico a quello investigativo ecc (vedi Campi di Applicazione). Tecnologie di DNA ricombinante (rDNA) (ingegnerizzazione genetica, proteica e metabolica) consentono la produzione di una vasta gamma di peptidi e proteine in sistemi ospite che naturalmente non le produrrebbero. I primi prodotti biotec sul mercato mondiale realizzati con tecniche di DNA ricombinante erano prodotti farmaceutici (per esempio insulina, interferoni, eritropoietina, vaccini contro l’epatite B, ecc..) e enzimi industriali (per esempio utilizzati per il processamento di alimenti, mangimi, detergenti, polpa di cellulosa e in ambito sanitario). Il fatturato mondiale dei primi 20 prodotti farmaceutici ricombinanti nel 2000 ammontava a 13 miliardi di euro, mentre il mercato mondiale per enzimi industriali era di 2 miliardi, con la prospettiva di raggiungere gli 8 miliardi di euro nel 2008 (vedi B. ed economia). Oggi si parla spesso di Red Biotechnology per indicare le biotecnologie in ambito medico e farmaceutico, Green Biotechnology per quelle riferite all’agricoltura e White Biotechnology altresì detta Industrial Biotechnology per indicare i processi di produzione di prodotti chimici, biomassa e energia. Soprattutto quest’ultimo settore di applicazione promette di aver grosse ripercussioni sull’ambiente, utilizzando biomassa rinnovabile per la produzione di energia (es. biodiesel e bioetanolo), riducendo il consumo di acqua ed energia e la produzione di scarti nei processi industriali. Il costo di un processo biotecnologico in generale, inoltre, può essere fino al 40% inferiore rispetto ai processi convenzionali, con ricadute positive sull’economia di processo.